Cos'è e come scegliere un conto deposito

Cos’è un conto deposito?
- LIBERO: Questa tipologia garantisce rendimenti minimi, i più bassi delle tre tipologie, dal momento che i soldi possono essere ritirati in qualsiasi momento con un semplice bonifico.
- SVINCOLABILE: In questo caso i rendimenti sono più alti del conto deposito libero e le somme rimangono sempre svincolabili in qualsiasi momento, vengono però applicate regole che variano per ogni conto deposito. Ad esempio i rendimenti possono essere pagati trimestralmente o annualmente, oppure non essere pagati se si svincola la somma prima di un dato periodo. per svincolare i soldi invece può richiedere da 1 giorno a 15 giorni sempre in base al conto deposito scelto.
- VINCOLATO: I conti deposito di questo tipo non sono svincolabili in alcun modo e possono avere dei vincoli temporali anche di diversi anni. Per quanto riguarda il pagamento degli interessi, come per quelli svincolabili dipende dalle condizioni del conto deposito scelto.
Quanto costa un conto deposito?
quasi la totalità dei conti deposito sono gratuiti, non hanno quindi alcun costo di gestione, ma per tutti è sempre necessario pagare l’imposta di bollo e la tassazione sui rendimenti (capital gain).
- Imposta di bollo: Questa è parti allo 0,2% sul capitale investito al momento della rendicontazione (annuale o trimestrale solitamente), a volte questo costo viene sostenuto direttamente dalla banca
- Tassa sui rendimenti (ritenuta fiscale): Tutti i rendimenti derivanti dagli interessi maturati del conto deposito vengono tassati al 26%
Aprire un conto deposito conviene? Ci sono rischi?
Per capire se convenga aprire un conto deposito o no, è importante analizzare le proprie esigenze, facciamo degli esempi:
- Abbiamo della liquidità che non vogliamo investire perché potrebbe servirci come fondo di emergenza in caso di imprevisti? In questo caso un conto deposito svincolato o libero potrebbe essere una buona soluzione per evitare di vedere i propri soldi essere aggrediti dall’inflazione sul conto corrente
- Abbiamo della liquidità che sicuramente non toccheremo per i prossimi 2-3 anni? Allora in conto deposito vincolato per il giusto orizzonte temporale potrebbe fare al caso nostro.
- Abbiamo del capitale che vogliamo accumulare come investimento nel lungo periodo? Allora il conto deposito può non fare al caso tuo, in quanto esistono strumenti come gli ETF, che con una corretta allocazione del portafoglio finanziario, permettono di ottenere rendimenti maggiori, a fronte però di maggior rischio
Diciamo che il conto deposito è utile come parcheggio di liquidità per il breve – medio periodo ma non come investimento di lungo periodo, anche se, con il recente rialzo dei tassi d’interesse, nel 2023 i rendimenti sui conti deposito sono diventati davvero interessanti (fino al 4% lordo). Non è detto che in futuro rimangano tali, quindi controllate bene!
I rischi di un conto deposito sono correlati alla possibilità che la banca emittente possa fallire ma come dicevamo all’inizio dell’articolo i conti deposito sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela Dei Depositi (FTID) fino a 100.000€.
Come scegliere il migliore?
Quando si sceglie di aprire un conto deposito è importante non fermarsi all’apparenza dei tassi d’interesse pubblicizzati, in quanto si tratta di tassi lordi. È quindi importante tenere conto di aspetti come:
- L’affidabilità dell’istituto bancario
- La presenza di supporto clienti in caso di necessità
- L’attuale inflazione (in condizioni di normalità è circa il 2%, fonte)
- I tassi d’interesse proposti (che ricordo essere lordi)
- Tempistiche di svincolo del capitale
Analizzando questi elementi è possibile avere un quadro più completo e scegliere in modo consapevole quale conto deposito può fare al caso nostro, però come facciamo a calcolare il tasso netto dal lordo proposto?
Come fare a calcolare il tasso d’interesse netto?
Come dicevamo i tassi pubblicizzati sono sempre lordi per ingolosire con l’apparenza di rendimenti più alti di quelli effettivi.
Per il calcolo teniamo presente i seguenti elementi:
- Ritenuta fiscale: 26% (0,26 in percentuale)
- Imposta di bollo: 0,2%
- Tasso d’interesse lordo: Facciamo 3% come esempio
Il calcolo quindi è: 3 – (3*0,26) – 0,2 = 2,02%
Come possiamo vedere, da un ipotetico tasso lordo proposto del 3%, siamo passati ad un 2,02% netto che è parecchio inferiore rispetto al tasso lordo.
Presi in esame tutti gli aspetti precedenti dovremo contare anche l’inflazione attuale. Se l’inflazione supera il tasso d’interesse netto del conto deposito, è vero che si finirebbe per non guadagnare nulla, ma è altrettanto vero che gli interessi guadagnati mitigherebbero in parte gli effetti dell’inflazione.



