Cos'è l'inflazione e come difendersi

Cos’è l’inflazione?
Nell’ultimo anno si è sentito parlare molto di inflazione e tutt’ora rimane un argomento di cui se ne parla molto, ma perché? Già dal 2021, durante la ripresa posto COVID-19, l’inflazione ha rincominciato a salire dopo anni che si attestava attorno allo 0% con valori a volte negativi (deflazione).
Cos’è quindi questa inflazione? Si tratta di un valore percentuale che indica l’aumento generale e continuativo dei prezzi. facciamo un esempio facile e comprensibile da tutti:
Se nel 2019 con 5€ si compravano 5 caffè, per mano dell’inflazione, l’anno successivo, con gli stessi 5€ si potranno comprare solo 4 caffè. In pratica l’inflazione diminuisce il potere d’acquisto dei propri soldi. In questo esempio l’inflazione sarebbe al 25%
Il fenomeno contrario all’inflazione invece si chiama “deflazione” e consiste nella diminuzione generale e continuativa dei prezzi e si presenta quando il valore dell’inflazione è negativo (es. -25%)
Da cosa è causata l’inflazione?
L’aumento o la diminuzione dell’inflazione è dettata principalmente da tre fattori:
- Aumento della domanda
- Aumento dei costi di produzione dei beni
- Politica monetaria
Vediamoli più nel dettaglio.
Aumento della domanda
Se la domanda di un bene è più alta della sua offerta, allora il prezzo di questo bene tenderà a salire a causa della sua scarsità e le persone saranno disposte a pagare di più per avere ciò che vogliono.
Ad esempio, se al mercato siamo l’unico banco che dispone di pere e tutti vogliono mangiare le pere, il prezzo del bene tenderà ad alzarsi perché non ce n’è abbastanza per tutti.
Aumento dei costi di produzione
In questo caso l’aumento dei prezzi non è più correlato alla legge della domanda/offerta ma bensì al costo di produzione del bene. Questo, ad esempio, può succede a causa dell’aumento del costo delle materie prime o alla difficoltà di reperimento di queste, come è successo durante la pandemia di COVID-19.
Politica monetaria
Quest’ultimo fattore è in mano solo alle banche centrali che regolano la quantità di moneta circolante sul mercato. Troppa moneta circolante ne abbasserebbe il valore, portando quindi ad un aumento dei prezzi.
Come viene calcolata l’inflazione?
A calcolare l’inflazione ci pensa il nostro caro istituto nazionale di statistica (ISTAT) attraverso la creazione di un indice dei prezzi al consumo che traccia il prezzo medio di un insieme di prodotti e servizi. Tramite questo indice l’ISTAT riesce a calcolare il valore dell’inflazione e tenere traccia dell’andamento di questa nel tempo.
L’ISTAT si serve principalmente di 3 indici per tracciare l’andamento dell’inflazione:
- Indice Nazionale per l’Intera Collettività (NIC): Creato per tracciare l’andamento medio dei prezzi di beni e servizi acquistati sul mercato e destinati al consumo individuale
- Famiglie di Operai e Impiegati (FOI): Creato per tracciare l’andamento dei prezzi al dettaglio di beni e servizi acquistati da lavoratori dipendenti
- Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA): Quest’ultimo indice è stato creato per misurare l’inflazione in modo tale che questa sia comparabile con gli altri paesi europei
Quali sono gli effetti dell’inflazione?
Come abbiamo già visto in precedenza, l’effetto principale che l’alta inflazione ha sui nostri soldi è quello di ridurne il potere d’acquisto, potendo quindi acquistare una quantità inferiore di beni o servizi. Questo effetto si ripercuote anche sul nostro stipendio che se non è stato adeguato al livello di inflazione attuale viene a sua volta eroso.
Un altro effetto dell’inflazione è quello di spingere le banche centrali ad alzare i tassi d’interesse causando un aumento del costo del denaro, ad esempio chiedere un prestito o un mutuo per una casa costerà di più. Questo meccanismo serve a ristabilire un ordine tra domanda e offerta di un bene o servizio rallentando i consumi e riportando quindi l’inflazione a valori accettabili.
L’inflazione è sempre un male? No! Come citato in precedenza c’è un valore ottimale di inflazione che viene stabilito dalle banche centrali e che si attesta attorno al 2%. un’inflazione vicina a questo valore stimola l’economia a crescere.
Come proteggersi dall’alta inflazione?
Per proteggersi dall’inflazione è necessario che i propri risparmi vengano investiti in strumenti che abbiano una rendita annua almeno uguale al valore dell’inflazione. La scelta più sbagliata è quella di tenere i propri risparmi fermi sul proprio conto corrente a prendere polvere, così facendo si perde potere d’acquisto e se la somma sul conto corrente supera i 5.000€ si finisce per pagare anche il fastidioso bollo di 34,20€ annuali.
Tenendo a mente che è necessario avere una rendita uguale o maggiore all’inflazione, alcuni strumenti finanziari che ci possono aiutare a mitigare l’effetto dell’inflazione sono:
- Conto deposito
- ETF
- BTP o BOT
Investire in questi strumenti comporta un grado di rischio differente e diverso per ogni prodotto, andiamo da un grado basso come può essere il conto deposito a un grado di rischio più alto come può essere il caso degli ETF che richiedono una maggiore esperienza. In ogni caso sol consiglio è quello di evitare il fai da te se non si conosce la materia ma di affidarsi a un consulente finanziario esperto e serio.
Conclusione
Per concludere l’articolo voglio lasciarvi un tool messo a disposizione da Il Sole 24 Ore, utile per calcolare il tasso di inflazione personale così da ponderare meglio il valore dell’inflazione in base ai vostri consumi. Sul sito è presente inoltre un grafico con tutti i valori dell’inflazione dal 1990 ad oggi.



