Fondo pensione integrativo: Cos’è e come scegliere il migliore

Cos’è un Fondo Pensione integrativo?
Il fondo pensione integrativo è una forma di pensione complementare, ovvero che si va ad aggiungere alla pensione di vecchiaia che si matura versando i contributi INPS. I fondi pensione si dividono in tre categorie:
- Fondo Pensione Chiuso (negoziale)
- Fondo Pensione Aperto
- Piano Individuale Pensionistico
Il Fondo Pensione Chiuso (negoziale) è riservato a determinate categorie di lavoratori, per questo viene anche chiamato “Fondo pensione di categoria”. Per fare un esempio, chi lavora sotto contratto CCNL Metalmeccanici avrà come fondo pensione chiuso (di categoria), il fondo Cometa.
Il Fondo Pensione Aperto è invece destinato a chiunque voglia aderirvi, aprendo una posizione individuale indipendentemente dal contratto di lavoro di riferimento o se si è lavoratori autonomi con Partita IVA.
Il Piano Individuale Pensionistico, come per il fondo pensione aperto, è destinato a chiunque voglia aderirvi ed è una forma pensionistica complementare realizzata tramite un’assicurazione sulla vita su cui non può però essere versato il TFR.
Tutti i fondi pensione sono vigilati dal COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione). Si tratta dell’ente nazionale preposto al controllo e sorveglianza dei fondi pensione in Italia. Sul sito del COVIP è possibile trovare informazioni utili su tutti i fondi pensione, come rendimenti passati e documentazione informativa. Inoltre i capitali versati nel fondo pensione non sono pignorabili e sono protetti in caso di fallimento dell’emittente.
Come funziona un Fondo Pensione Integrativo?
Quando si decide di aderire ad un fondo pensione integrativo, è necessario contribuire con una quota versata personalmente o con la quota TFR (trattamento di fine rapporto) versata dall’azienda per cui si lavora oppure versando entrambe le soluzioni. Il fondo quindi investirà il vostro capitale con lo scopo di ottenere una rendita.
In fase di adesione al fondo pensione è necessario decidere in quale comparto investire i propri soldi. È possibile scegliere generalmente tra quattro comparti che possono avere nomi differenti in base al fondo a cui si aderisce che possiamo però riassumere in:
- Comparto azionario: Investe al 100% o quasi totalmente in azioni.
- Comparto bilanciato: Investe in un mix di azioni e obbligazioni.
- Comparto obbligazionario: Investe al 100% o quasi totalmente in obbligazioni.
- Comparto garantito: Questa linea si limita a garantire la restituzione del capitale versato.
Fondo Pensione, conviene? Si!
Premesso che la situazione di ognuno di noi è differente e deve essere analizzata per capire cosa sia meglio fare, aderire ad un fondo pensione integrativo conviene e ritengo sia un’ottima scelta in quanto porta numerosi vantaggi a chi decide di aderirvi.
i principali vantaggi sono:
- Deducibilità dei versamenti
- Tassazione agevolata su TFR e versamenti
- Contribuzione obbligatoria del datore di lavoro (solo in alcuni casi)
Inoltre, in merito al TFR, abbiamo altri due vantaggi:
- In caso di fallimento dell’azienda, il TFR è già al sicuro all’interno del vostro fondo pensione
- Il TFR su fondo pensione ha una tassazione minore e tendenzialmente rendimenti maggiori
Ora andremo a vedere i principali vantaggi più nel dettaglio.
Deducibilità dei versamenti
Ogni anno, quando si compila il modello 730 per la dichiarazione dei redditi, è possibile dedurre, in base allo scaglione IRPEF di riferimento, la quota versata autonomamente all’interno del fondo pensione (non il TFR!) fino ad un massimo di 5.164,57€.
Facendo un esempio, se il nostro scaglione IRPEF di riferimento ha un’aliquota del 23% e noi abbiamo versato 1.200€ in un anno sul fondo pensione, potremo dedurre 276€; ovvero il 23% di 1.200€
I contributi deducibili, contribuiscono quindi all’abbassamento del reddito imponibile e quindi, in soldoni, si pagano meno tasse.
Attenzione: Per una partita IVA in regime forfettario, a causa del regime fiscale applicato a questi lavoratori, non sarà possibile dedurre i versamenti. Per le partite IVA in regime ordinario invece è possibile godere di questo vantaggio.
Tassazione agevolata su TFR e versamenti
I contributi versati autonomamente ed il TFR godono di una tassazione agevolata al momento del riscatto, in quanto non vengono applicate le regolari aliquote IRPEF, ma l’aliquota applicata è del 15% fino al 15° anno di anzianità maturata nel fondo per poi diminuire dello 0,3% ogni anno fino al raggiungimento di un’aliquota minima del 9%.
Anche i rendimenti del fondo pensione godono di una tassazione agevolata, in quanto l’aliquota si attesta al 20% per il comparto azionario e al 12,5% per il comparto obbligazionario. Se pensiamo che le plusvalenze da prodotti come ETF sono tassate al 26%, il conto per capire i vantaggi è presto fatto.
Contribuzione obbligatoria del datore di lavoro (solo in alcuni casi)
In base al proprio CCNL, se si è lavoratori dipendenti e si aderisce ad un fondo pensione di categoria, è possibile ottenere un contributo extra da parte del datore di lavoro che non va ad attaccare in alcun modo la retribuzione del dipendente.
Per far scattare il versamento del datore di lavoro è necessario versare nel fondo pensione una quota minima (per esempio 1% della propria RAL) che varia in base al CCNL di riferimento. Raggiunta questa quota, il datore di lavoro sarà obbligato a versare a sua volta una quota che varia in base al CCNL di riferimento e che normalmente si attesta tra lo 0,5% e il 4%.
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Come scegliere il fondo pensione più adatto?
Per scegliere il fondo pensione integrativo adatto alle proprie esigenze è importante tenere conto di alcuni fattori:
- Costi del fondo
- Volatilità del fondo
- Emittente
È importantissimo scegliere un fondo pensione che abbia costi il più possibile contenuti per evitare che i possibili rendimenti vengano penalizzati da un costo elevato di gestione del fondo.
La volatilità del fondo è un indicatore di quanto possono variare i rendimenti del fondo nel tempo, quindi può essere un dato importante per scegliere il fondo in base alla propria propensione al rischio.
Anche la scelta dell’emittente è importante in quanto scegliere istituiti conosciuti e solidi può essere un indicatore di affidabilità, essendo il fondo pensione uno strumento di investimento a lungo termine è importante affidarsi ad esperti che possano essere un punto di riferimento nel tempo.
Per un lavoratore dipendente conviene sicuramente aderire al proprio fondo di categoria per sfruttare al massimo tutti i vantaggi disponibili e ricevere il contributo del datore di lavoro, per chi invece ha una partita IVA ed è un lavoratore autonomo allora bisogna necessariamente scegliere tra i fondi pensione aperti disponibili valutando i gli aspetti precedenti.
Come riscattare il fondo pensione?
La posizione sul fondo pensione può essere riscattata in due modi:
- Al raggiungimento dell’età pensionabile
- In modo anticipato
Vediamo nel dettaglio queste modalità.
Riscatto al raggiungimento dell’età pensionabile
Raggiunta l’età pensionabile è possibile riscattare la posizione maturata nel fondo pensione in diversi modi:
- Il 100% sotto forma di rendita vitalizia mensile
- Al 50% in capitale e 50% come rendita vitalizia mensile
- Al 100% in capitale se non si superano determinate soglie spiegate bene qui. Indicativamente per superare questa soglia, un uomo di 60 anni non deve maturare più di 100.000€ e una donna di 60 anni non deve maturare più di 125.000€ di capitale
Riscatto anticipato
In caso di particolari necessità è anche possibile richiedere un riscatto anticipato fino al 75% del capitale maturato all’interno del fondo pensione, le casistiche sono:
- Spese sanitarie fino al 75% della somma maturata
- Acquisto della prima casa dopo 8 anni dall’apertura del fondo e fino al 75% della somma maturata
- Esigenze generiche dopo 8 anni dall’apertura del fondo e fino al 30% della somma maturata
In caso di disoccupazione dai 12 ai 24 mesi è possibile riscattare il 50% del capitale mentre per una disoccupazione di oltre 4 anni è possibile arrivare al riscatto totale del capitale.
La mia opinione
Come visto nell’articolo il mondo dei fondi pensione integrativi è piuttosto complesso e articolato, è quindi importante informarsi, leggere tutti i documenti e le clausole in fase di adesione al fondo ma soprattutto chiedere chiarimenti per comprendere al meglio questi prodotti. In generale i aprire un fondo pensione integrativo porta tanti vantaggi, lo trovo uno strumento importante per costruire una rendita da accompagnare alla previdenza sociale.



